PAROLA MIA, TI AMO.

alex red

La parola mi ha conquistato fin da piccolo. La parola tutta quanta, per quello che significa e per come suona, e persino per il suo aspetto grafico.
Perché le parole si possono scrivere, leggere, pronunciare, cantare. Volendo si possono pure disegnare o dipingere, ma questo ho preferito lasciarlo fare ai professionisti del pennino e del pennello.
A un certo momento la mia passione per la parola è diventata una professione: fare il copywriter voleva dire trovare le parole giuste per presentare nel modo più convincente un’impresa, un prodotto, un servizio. Di più: rendere queste cose desiderabili, invitanti, perfino necessarie. Meglio ancora, credibili.

 

 

Più tardi, la mia passione per la parola ha aperto la strada a una seconda professione. Era venuto il momento di farle sentire, le parole: leggendo a voce alta, narrando, recitando, doppiando.
Per me, diventare speaker e fare voice over, doppiaggi e letture interpretative è stata una logica e naturale estensione dell’attività di copywriting. Come dire, dalla parola scritta alla parola detta. Quanto alla parola cantata, quella è una passione che non è diventata una vera e propria professione. Però c’è una via di mezzo fra il cantare sotto la doccia ed esibirsi in uno stadio, e credo che fare il corista rappresenti un buon compromesso.
E poi, non è detta l’ultima parola.